Contrabbandati

Contrabbandati
In una città dove nulla è davvero ciò che sembra, un Commissario fuori dagli schemi e un Giornalista a caccia della verità, si trovano immersi in una vicenda (forse) più grande di loro, tra traffici, tradimenti e redenzioni. "Contrabbandati" è un romanzo crudo e autentico, che mescola il ritmo del noir con il battito umano di chi, tra errori e speranze, cerca una via d'uscita. Una storia che sorprende, colpisce e, soprattutto, rimane. (Elio Montorsi)

martedì 13 ottobre 2026

Il mondo al contrario



Più vedo l'accadere degli eventi 

e più mi chiedo se sia il mondo ad essere al contrario o se sono io, perché evidentemente sarò io quello «strano».



Si è sollevato un casino pazzesco nelle piazze madrilene e, ovviamente, la notizia è giunta alle mie orecchie, nonostante abbia bandito da tempo i canali istituzionali dalle mie fonti d'informazione.



Sono andato a leggere tutta la storia, che qui non racconto per intero, altrimenti trasformerei il post in una sbrodolata.

Mi chiedo se coloro che hanno manifestato e creato disordini si siano presi la briga di approfondire la vicenda 

oppure, come spesso accade, si siano limitati a guardare la facciata esterna.

Il fondo immobiliare ha seguito gli iter legali e ha esercitato i propri diritti. 

Esattamente come la famiglia dell'anziana signora aveva beneficiato per decenni di una legislazione che le consentiva di mantenere un canone d'affitto enormemente favorevole rispetto ai valori di mercato.

E sia chiaro: non è al ricchissimo fondo, che presumibilmente dispone degli strumenti per difendere i propri interessi, che voglio esprimere la mia vicinanza.


La mia solidarietà va, semmai,  alla precedente proprietà. 

A quei proprietari rimasti nell'anonimato, dei quali quasi nessuno sembra essersi preoccupato.

Per oltre sessant'anni hanno dovuto fare i conti con un regime locativo estremamente penalizzante per chi possedeva l'immobile, mentre l'inquilino poteva beneficiare di condizioni che il mercato, nel frattempo, aveva completamente superato.

Quando l'appartamento è passato di mano, il peso di quella situazione non è scomparso: si è semplicemente trasferito, insieme all'immobile, a chi lo ha acquistato.


Mi domando se, nel 2005, quando morì la madre e subentrò Maricarmen, allora sessantaseienne, la precedente proprietà avrebbe potuto intraprendere un'azione legale. 

Forse sì. Ma una causa costa, può durare anni e richiede competenze e risorse. Non sappiamo perché non lo abbiano fatto, né quali valutazioni li abbiano portati, alla fine, a vendere.

Ed è proprio questo il punto che mi colpisce: oggi abbiamo una storia con una protagonista anziana, un fondo immobiliare ricco e una piazza indignata. 



Ma dov'è finita la storia di chi possedeva quell'immobile prima?


Dov'è la solidarietà per chi, per decenni, ha visto il proprio diritto di proprietà condizionato da una legislazione che attribuiva all'inquilino una protezione eccezionale?

La sofferenza di una persona anziana merita rispetto. Ma il rispetto non dovrebbe cancellare automaticamente gli interessi, i sacrifici e i diritti della controparte.

Ebbene sì, alla precedente proprietà, anonima e caduta nel silenzio, esprimo la mia vicinanza. Per quanto possa valere.

Perché i diritti non dovrebbero dipendere dalla simpatia che suscita chi li esercita.


E adesso arriviamo alla parte comica, quella che mi farà ridere a crepapelle.

Perché sono già pronto: qualcuno, leggendo questo post, mi darà del «fascista». Ne sono praticamente certo. :)

E sapete qual è il bello?

Il contratto originario fu stipulato nel 1956, sotto il regime franchista, che consentì l'avvio di questa storia di affitti a canone protetto.

Maricarmen, invece, ha perso il diritto di proseguire quel contratto sotto il governo socialista di Pedro Sánchez, dopo una battaglia legale conclusasi in tribunale.

Insomma, se per esprimere solidarietà a una proprietà, penalizzata da decenni di legislazione locativa. bisogna essere fascisti, allora mi sa che qualcuno dovrà ripassare un po' di storia. :)


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