SCRITTORI CHE PASSIONE
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Contrabbandati
In una città dove nulla è davvero ciò che sembra, un Commissario fuori dagli schemi e un Giornalista a caccia della verità, si trovano immersi in una vicenda (forse) più grande di loro, tra traffici, tradimenti e redenzioni. "Contrabbandati" è un romanzo crudo e autentico, che mescola il ritmo del noir con il battito umano di chi, tra errori e speranze, cerca una via d'uscita. Una storia che sorprende, colpisce e, soprattutto, rimane. (Elio Montorsi)
martedì 14 aprile 2026
I miei testi ora sono anche musica
domenica 15 marzo 2026
9 marzo 2026: data storica passata inosservata
Avete letto bene!
La data menzionata nel titolo è da considerare storica.
Il 9 marzo, intorno alle 15:00 (ora italiana), è stato minato il venti milionesimo Bitcoin.
Oltre il 95% dell’intera supply, fissata dal protocollo in 21 milioni di unità, è ormai sul mercato.
Il restante 5% verrà minato nei prossimi 114 anni.
Ma non solo.
Altri 320.000 Bitcoin verranno minati nel ciclo successivo, che si presume durerà poco meno di quattro anni.
Altri 160.000 Bitcoin saranno minati nel ciclo seguente.
Basta fare un conto aritmetico molto semplice: della scarsità residua, ben 820.000 Bitcoin saranno minati entro i prossimi dieci anni.
Bitcoin diventerà quindi un asset sempre più raro e, proprio per questo, potenzialmente sempre più prezioso.
Se il prezzo è determinato dall’incontro tra domanda e offerta, con un’offerta così bassa quanto potrebbe aumentare il valore di Bitcoin?
A proposito della domanda
In questi anni ha contribuito a far crescere il prezzo di Bitcoin in maniera esponenziale, nonostante l’offerta iniziale fosse molto più alta.
E così è stato.
In appena quindici anni di storia, Bitcoin è passato dall’essere un semplice protocollo utilizzato da una ristretta cerchia di nerd appassionati di privacy — i cypherpunk — a diventare l’ETF di maggior successo della storia.
Non solo: oggi è entrato anche tra gli asset che compongono il Global Store of Value.
Ha bruciato le tappe.
Quindici anni, per un asset, sono pochissimi.
Per fare un esempio, l’oro ha una storia millenaria.
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A proposito del Global Store of Value
È il mercato globale delle riserve di valore.
Immobili, azioni, obbligazioni, oro, opere d’arte, oggetti da collezione e, oggi, anche Bitcoin.
Il suo valore attuale è stimato in circa 550-600 trilioni di dollari, così suddivisi:
Obbligazioni: 130 trilioni di dollari (20%-25% del totale)
Azioni: 110 trilioni di dollari (circa 20% del totale)
Oro: 15 trilioni di dollari (2,5%-3% del totale)
Arte e collezioni: 3 trilioni di dollari (0,5% del totale)
Bitcoin: 1,3 trilioni di dollari (0,2% del totale)
Guardando ai prossimi dieci anni, non è affatto utopico immaginare che questo mercato possa raggiungere — o almeno avvicinare — i 1.000 trilioni di dollari.
In alcune fasi particolari, come durante la pandemia da Covid, con la guerra in Ucraina o con l’attuale clima di tensione geopolitica, si possono registrare tassi anche superiori al 3%.
Ma c’è di più:
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A proposito di Bitcoin
Proiettare un aumento del suo peso, all’interno del Global Store, of Value fino all’1% non è affatto un’ipotesi aggressiva.
Si può provare allora a immaginare il suo prezzo futuro?
Ne uscirebbero questi scenari:
Il 2% equivarrebbe a 20 trilioni di dollari: un Bitcoin varrebbe circa 960.000 dollari
Il 3% equivarrebbe a 30 trilioni di dollari: un Bitcoin varrebbe circa 1.440.000 dollari
Naturalmente, questa non è una previsione certa.
È semplicemente l’analisi di un’ipotesi, sulla cui validità ciascuno di noi è chiamato a riflettere.
Il punto non è che il 9 marzo 2026 sia stato minato il ventimilionesimo Bitcoin.
martedì 3 marzo 2026
Europa e Euro digitale: sempre a guardare?
Il mondo corre verso la finanza digitale.
Gli USA rafforzano il loro dollaro, tokenizzano il debito, guadagnano terreno.
E l’Europa?
E l'Italia?
Domanda finale:
martedì 24 febbraio 2026
E io lo avevo scritto!
Nonostante il ritardo buon 2026 a tutti.
Questo è il primo articolo dell'anno e parto con il piede sull'acceleratore!
Mi riferisco proprio a questo libro, scritto nel lontano (ma non troppo) 2023.
Perché ci tengo così tanto a parlarvene?
Diversi sono i punti "incriminati",
ma l'argomento principale - quello della discordia - riguardava il paragrafo intitolato La fine del dollaro, nel quale sottolineavo come, in poco più di cent'anni avesse perso circa il 95% del suo valore, e come la vera questione non fosse se, ma quando avrebbe perso il restante 5%.
Sono stato definito complottista.
Ho scritto della mancanza di valore intrinseco, la stessa di cui l'ex governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco riferendosi a Bitcoin nel 2022 , (poi l'immediato futuro disse come andò a finire, ma sembra che quasi nessuno ci abbia fatto caso).
E di quando, da ferragosto del 1971, l'ex Presidente degli Stati Uniti d'America Nixon slegò il dollaro dall'oro.
Sono stato definito complottista.
Ed eccovi allora servito un video di un giornalista di livello, firma di prim'ordine di un quotidiano economico molto riconosciuto a livello nazionale:
Il Sole 24 ore.
Nonostante ciò, in questi ultimi tempi, il dollaro ha dimostrato forza.
Quindi...
Potrei essere definito complottista.
Ma un importante indizio indica ciò che affermavo:
il recente exploit delle materie prime!
Vi invito quindi, se volete, a seguire anche questo video.
Nel libro troverete anche consigli, dettati dalla mia veneranda esperienza, su come approcciarsi a diversi ambiti della vita, in particolar modo quello lavorativo e quello della formazione (anche autodidatta).
Ho sottolineato come non ritenessi fondamentale il raggiungimento della carriera - in quel caso mi rivolgevo ai dipendenti:
Sono stato definito fustigatore (dai! stavolta si cambia)
Ma come fosse spesso più redditizio sviluppare ulteriori fonti di reddito da affiancare a quello principale, dipendente o autonomo che fosse:
Sono stato definito complottista.. (e dai! ci risiamo!)
Ho scritto di quanto fosse stupido e pericoloso svendere la propria privacy in cambio di vantaggi immediati -oltretutto modesti:
Sono stato definito complottista.
Ho consigliato di resistere alle mode e di non cadere vittime della pubblicità, trappola perfetta per il consumismo. Perché buttare via così facilmente il nostro denaro in acquisti non necessari? Dedichiamo giornate intere, sacrificando la vita per uno stipendio.
Sono stato definito complottista.. (ovvio)
Ho invitato invece a valutare la possibilità di cavalcare l'onda del consumismo, analizzando aziende che producono beni consumabili e che hanno clienti di ritorno, per capire se utilizzare i soldi risparmiati dallo shopping per acquistarne le azioni, diventandone soci e incassando - seppur piccoli - dividendi.
Sono stato definito opportunista.
Ovviamente quanto scritto nel libro non ha la pretesa di predicare nulla.
Non sono perfetto e so di sbagliare. Recentemente è successo.
Ero convinto, per esempio, di un'ultima bull run ciclica di Bitcoin tra fine 2025 e inizio 2026.
Mi sono sbagliato, (anche se avvenimenti politici hanno inciso non poco su questa inversione anticipata e, almeno a me, imprevista).
Lo scrissi in un articolo, del 21 maggio 2025, e più recentemente in un altro articolo, datato 23 settembre.
A dire il vero, nel futuro immediato Bitcoin è comunque cresciuto, raggiungendo un nuovo ATH in ottobre, ma non nascondo che avrei pensato potesse testare livelli ben più alti.
Del resto non ho certezze, ho domande. E continuerò a farmele, anche quando dà fastidio. E se queste riflessioni ti hanno dato fastidio, sappi che nel libro sono sviluppate senza filtri.
Il momento di salutarvi è arrivato, dandovi appuntamento quanto prima.
Ciao!!!
venerdì 12 dicembre 2025
Soldi! Mezzo di realizzazione e libertà.
Quanto scritto la scorsa settimana mi ha dato da pensare.
Quanto si spreca davvero senza accorgersene.
A tal proposito, ho pensato come, un giocatore, solo riuscendo ad uscire dal loop ludopatico, quanto riuscirebbe ad arricchirsi. Anche solo con il risparmio.
Ed è proprio questo il momento per ricollegarsi al libro di Riccardo Spada: Sei già ricco ma non lo sai
Non è poi così difficile arrivare a spendere 1478 euro in un anno!
Ma non è finita qui!
E poi vent'anni sono tanti!
Vediamo lo sviluppo totale del capitale
Il risultato totale che, per molti, probabilmente sarà sorprendente, è di 44012 euro.
Per rendere più comprensibile il tutto, sarebbe opportuno simulare una proiezione
Si sta ovviamente supponendo, per semplicità mia, che il capitale non venga via via investito mensilmente (che sarebbe la cosa migliore), ma venga accumulato per un anno, fino a raggiungere la quota di 1478 euro, e solo in quel momento investita. Per rendere il calcolo più preciso possibile, ho preso in considerazione anche i decimali.
Considerazioni finali arbitrarie ed opinabili
Per quanto riguarda termini superiori i cinque anni, l'investimento sembra del tutto conveniente
Per progetti di lungo termine, sopra i dieci anni, anche il punto percentuale inizia a farsi sentire.
Per progetti superiori ai quindici anni, mi chiederei seriamente se val la pena rinunciare al rendimento dato dal punto percentuale in più.
E per finire:
venerdì 5 dicembre 2025
Leggere? No grazie, meglio grattare.
Oltre il 60% degli italiani non legge neanche un libro all'anno
cerco di dare del mio meglio, anche arrivando a fare restyling dei miei libri:
Contrabbandati ne è la prova
anche se so che può risultare troppo duro,
eppure ho l'impressione di combattere contro i mulini a vento.
Parliamoci chiaro! Inutile insistere. Prendiamo in considerazione solo il 40% che legge! Anzi no, il 35!
"Colpa della Politica italiana! Disonesta, egoista e corrotta!"- sento dire.
Dai! Ancora un piccolo sforzo e riusciremo a conquistare la maglia nera!
Colpa dei prezzi alti?
"Ok! Ok! Ma i romanzi annoiano! Voglio concretezza!" mi è stato risposto.
Bitcoin! Il prezzo della libertà
e, inerente la finanza tradizionale ed il risparmio
volendo invece citare altri autori, da me letti, segnalo:
Sei già ricco ma non lo sai del famoso YouTuber Riccardo Spada
I consigli di Warren Buffet dei fratelli Longo
"Ma chi se ne frega dei libri! Io divento ricco col gratta e vinci!"
Nell'articolo viene, giustamente, chiamato in causa lo Stato, che non può continuare a voltarsi di fronte alle sofferenze, magari sfruttandole anche come fonte di reddito.